VOTO 6,5

È Alex Kurtzman, sceneggiatore di note saghe cinematografiche come Transformers e i reboot di Star Trek, ad avere l’onere di realizzare La mummia (trailer), il primo film dei mostri dell’orrore del Dark Universe ambientato ai giorni nostri, in cui Nick Morton, un ladro di tesori antichi, trafuga una tomba di un’antica principessa egiziana, Ahmanet, scatenando la sua ira sul mondo occidentale.

L’idea è quella di emulare il successo dell’universo cinematografico condiviso, inventato dalla Marvel nel 2008, e creare così una sorta di serialità anche sul grande schermo. La riscrittura della storia della mummia risulta, però, piatta e poco incisiva rispetto a quanto mostrato in precedenza dalle altre pellicole dedicate al personaggio e lo spettatore si ritrova a vedere un film che non spaventa e che si limita ad incollare, scena dopo scena, sequenze d’azione che spezzano inesorabilmente la tensione e trasformano il tutto in un action movie in stile Mission Impossible. Non a caso per interpretare il ruolo del protagonista è stato scelto Tom Cruise, ma se in quest’ultimo film risultava in perfetta sintonia con il personaggio dell’agente segreto Ethan Hunt, ne La mummia appare troppo fuori posto e le vesti del ladro antieroe Nick Morton gli stanno strette, nonostante il suo personaggio sia molto interessante.

Un altro personaggio di grande impatto scenico e che resta subito impresso è il Dr Jekyll, interpretato da Russell Crowe: è interessante come abbiano messo in scena la sua doppia personalità, senza bisogno di computer grafica invasiva né di trucchi troppo marcati, restituendogli una natura a cui il pubblico non era mai stato ancora abituato. Ma la diva del film è la mummia, interpretata da Sofia Boutella (recentemente apparsa in Star Trek Beyond di Justin Lin), che però non è così forte come dovrebbe essere. Per tutta la pellicola si limita ad uccidere comparse e figuranti in modo molto teatrale, ma raramente risulta una vera e propria minaccia per il mondo, cosa che invece era bene espressa nel film La mummia del 1999 di Stephen Sommers. Personaggi che vivono e viaggiano attraverso frasi sconnesse e mal collegate che creano non indifferenti buchi di sceneggiatura nella storia si ritrovano ad avere comportamenti illogici e reazioni umane irreali che fanno abissare il film nella delusione di aspettative disattese.

Ma se da un lato La mummia è debole per quanto riguarda il reparto di scrittura, sotto l’aspetto tecnico e di messa in scena risulta più funzionale: la regia di Kurtzman tende a valorizzare le numerose scene d’azione al cardiopalma; la cura nei dettagli e nei movimenti delle creature si amalgamano bene con l’universo creato dalla Universal Pictures;  non è presente la classica comicità invasiva e fastidiosa per attirare in sala anche un pubblico più giovane, andando così a discapito dell’atmosfera del film; l’introduzione del Dark Universe è affascinante e sprona lo spettatore alla visione dei successivi film. A tal proposito risulta strano il fatto di non aver inserito alla fine dei titoli di coda una scena che indirizzi alla prossima pellicola relativa a questo mondo.

Con la responsabilità di invogliare il pubblico a partecipare attivamente a questo nuovo universo cinematografico, Kurtzman non riesce a tenere le redini di un progetto troppo ambizioso e oscilla tra le righe di una sceneggiatura debole, capace di creare personaggi memorabili, come il Dr Jekyll, ma anche di cadere nei più banali errori di scrittura. La mummia si rivela così per quello che faceva presagire essere: un mediocre film con un’ottima idea alle spalle che non ha saputo distinguersi dai precedenti capitoli dedicati al franchise.