VOTO 9

Mad Max: Fury Road (trailer), scritto e diretto da George Miller, riporta sul grande schermo una saga iniziata con Interceptor nel 1979. In un mondo post-apocalittico divorato da malattie, Max è uno dei pochi rimasti sani e per questo si ritroverà suo malgrado coinvolto in un’infinita e adrenalinica caccia all’uomo.

Ciò che colpisce non è la trama, ma l’incredibile regia virtuosa di Miller e la fotografia estremamente saturata, accompagnate da un montaggio ipercinetico che non lascia il tempo nemmeno di respirare. La macchina da presa non sta quasi mai ferma e si muove all’impazzata per trasmettere proprio quel senso di follia che permea tutto il film. Il regista australiano velocizza le sequenze per renderle frenetiche, ma non si risparmia nell’usare i rallenti per enfatizzarne altre. Sono 120 minuti di pura adrenalina con combattimenti, esplosioni ed inseguimenti al cardiopalma realizzati da stuntman veri e propri senza l’utilizzo di computer grafica, e con pittoresche coreografie, per le diverse scene d’azione, perfettamente orchestrate, tanto che la distinzione tra realtà e finzione si annulla.

I personaggi non sono approfonditi e i dialoghi sono pressoché nulli. Tutto ciò sotto un certo punto di vista potrebbe essere considerato come sinonimo di una sceneggiatura mediocre, ma analizzando meglio il tutto ci si rende subito conto che questo tipo di scelta non influenza minimamente la visione della pellicola perché Miller riesce a caratterizzare in maniera unica ogni singolo attore dal punto di vista estetico, senza quindi la necessità di tanti discorsi per capire la psicologia dei personaggi. Ad arricchire la vista del pubblico interviene la già citata fotografia piena di colori molto caldi e molto saturi che riesce a descrivere lo stato di abbandono di quel mondo senza rinunciare a una perenne sensazione di claustrofobia nonostante la vastità degli spazi. È interessante questa contrapposizione che mette lo spettatore in una condizione in cui è continuamente perseguitato da uno stato di prigionia che va in contrasto con la libertà di movimento che garantisce un deserto.

Ma a elevare il film a un capolavoro di tecnica non sono soltanto regia e fotografia: la colonna sonora entra nella testa e non esce più. Passa dall’essere extradiegetica (ovvero fuori dal film) a diegetica (all’interno del film) in modi davvero originali e caratterizza ogni singola battaglia in maniera impressionante, immergendo lo spettatore all’interno delle scene più dinamiche. A rendere, poi, credibile il tutto sono gli attori che, in questo caso, recitano più con il corpo che con la voce. Troviamo così Tom Hardy (il Bane ne Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno di Christopher Nolan), nei panni del protagonista Max, Charlize Theron (recentemente apparsa in Prometheus di Ridley Scott), nel ruolo dell’Imperatrice Furiosa, e Nicholas Hoult (che interpreta Bestia nella nuova saga degli X-Men), nelle vesti dell’iconico Nux.

George Miller con Mad Max: Fury Road analizza e denuncia una società priva di freni inibitori e totalmente abbandonata al caos: una chiara metafora al mondo contemporaneo che non può non essere colta. Lo spettatore non può far altro che rimanere estasiato di fronte a un’opera visiva di così rara bellezza.