VOTO 7,5

Ciò che nacque dalle menti di Phil Lord e Christopher Miller fu una vera e propria innovazione. Con The LEGO Movie portarono sul grande schermo un film particolare ricco di citazioni e con un plot twist finale da brividi che riuscì ad entusiasmare sia grandi che piccoli perché colpiva lo spettatore dritto al cuore e ai ricordi. Da quel film uno dei personaggi che più attirò l’attenzione del pubblico fu quello di Batman e così tre anni dopo gli autori decisero di farne uno spin-off scrivendo LEGO Batman – Il film (trailer) affidando la regia a Chris McKay. La pellicola racconta in chiave parodistica le avventure del più famoso uomo pipistrello e del suo acerrimo nemico Joker in una Gotham City invasa da supereroi e supercriminali dei più disparati mondi.

LEGO Batman – Il film è la pellicola ideale per un pubblico giovane e nerd, rispetto al precedente capitolo. È, infatti, uno spin-off, un film slegato dalla trama principale della saga che segue una vicenda tutta sua, ma comunque ambientata nello stesso universo, in cui le citazioni ad altri franchise sono sparsi ovunque. Dal punto di vista tecnico è perfetto. Siamo nell’età dell’oro dell’animazione e ormai difficilmente si vedono sbavature sotto questo aspetto.

La regia di Chris McKay è molto cinematografica. La macchina da presa gira ovunque e non si limita a riprendere, bensì ad interpretare. È infatti anche essa stessa parte integrante del film e contribuisce a ricordare allo spettatore quel mondo del personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939.

Ciò che colpisce nel film LEGO è sempre la grande ironia e il citazionismo che anche in questa pellicola è ben presente. È interessante il rapporto che viene sviluppato tra Batman e Joker, non limitato soltanto allo scontro fisico, che ricorda molto quello tra Lupin e l’ispettore Zenigata. L’uno non può fare a meno dell’altro in una eterna vita tra odio e amore. Ma anche la psicologia di Batman viene analizzata, puntando il focus sul suo senso di famiglia e la responsabilità verso un figlio, sulla sua maturazione come uomo e come vigilante, sulle sue amicizie. Il suo personaggio rappresenta la rinascita dell’uomo che ha perso la fiducia nell’umanità e in qualsiasi cosa, rimasto fedele soltanto al suo senso di giustizia confortato nell’isolamento. Ma oltre il protagonista sono caratterizzati bene anche tutti i personaggi di contorno che contribuiscono a creare un microcosmo in cui ognuno ha una parte attiva nel suo funzionamento.

La versione italiana del film purtroppo è rovinata dal doppiaggio di Geppi Cucciari che dà la voce a Barbara Gordon, alias Batgirl (in originale doppiata da Rosario Dawson), che, non essendo una doppiatrice, fa sentire molto il peso del suo accento che va ad incidere negativamente sull’intero comparto sonoro. Batman è invece doppiato da Claudio Santamaria (lo stesso doppiatore scelto per la trilogia di Christopher Nolan) che nella versione americana viene interpretato invece da Will Arnett, mentre per il Joker ci pensano Zack Galifianakis e Marco Guadagno.

Un film molto meta-cinematografico che ironizza su sé stesso e su tutte le trasposizioni fatte in precedenza sul personaggio di Batman che, però, risulta privo di quella genialità che caratterizzava il precedente film di casa LEGO. Risulta quindi essere un buon prodotto di intrattenimento che non aggiunge nulla di nuovo a quanto già raccontato ma che rimodella in modo alternativo temi già affrontati in altre pellicole sul famoso eroe mascherato di Gotham City.