VOTO 7,5

L’ora legale (trailer), diretto da Ficarra e Picone, nonostante la poca fiducia che gli si possa dare di primo impatto, riesce a stupire e a soddisfare lo spettatore facendolo anche riflettere su temi d’attualità non indifferenti. Il film racconta la vita di un piccolo paese siciliano stravolto dall’elezione di un sindaco che, a differenza del precedente, risulta essere fin troppo onesto.

L’ora legale gioca molto sugli stereotipi della gente del sud e sul loro modo di vivere, strizza un occhio a chi si occupa di amministrare città e scherza con i lavoratori e le Forze dell’Ordine. Il tutto, però, condito con una goccia di amarezza che, oltre ad accompagnare le risate in sala, fa anche riflettere sulla mentalità e pericolosità della gente quando è costretta ad un drastico cambiamento. Spesso in Italia ci si lamenta del fatto che le cose non funzionano, che lo Stato non aiuta e proprio quando le cose potrebbero cambiare ecco che chi si ergeva a paladino della giustizia subito ritratta la propria opinione pur di non perdere terreno del proprio orticello a favore del bene di una collettività. Tutti sono disposti a grandi e buoni propositi a patto che ciò non vada ad intaccare le proprie tasche.

Ficarra e Picone ci spiegano così perché le cose non cambiano e perché, probabilmente, non cambieranno mai. La gente non vuole realmente un cambiamento ma vuole qualcuno contro cui poter puntare il dito e dare la colpa dei propri fallimenti. Da un punto di vista registico non ci sono particolari guizzi della macchina da presa, che si limita a fare il suo senza sbagliare ma neanche senza eccellere.

La parte del siciliano ignorante e stereotipato spetta a Salvatore Ficarra che, tra una gag e l’altra, risulta un personaggio piatto e uguale dall’inizio alla fine. Quello interpretato invece da Valentino Picone è più sfaccettato e ha uno sviluppo davvero interessante. Rappresenta infatti l’uomo perbenista che pensa di essere migliore degli altri ma che fondamentalmente è anche lui di animo corruttibile. Perfetto Tony Sperandeo nel ruolo del sindaco uscente e disonesto Gaetano Patanè, mentre pessimo Vincenzo Amato nell’interpretare l’integerrimo sindaco neoeletto Pierpaolo Natoli. Sbagliare il casting per la sua parte è stato davvero un punto a sfavore enorme perché è tra i personaggi principali che dovrebbero rafforzare le scene. Ottimi invece tutti i vari comprimari che fanno da cornice al piccolo paese siciliano creando un microcosmo che si regge su sé stesso. Stupisce anche il ritmo che riesce a rimanere alto per tutta la durata della pellicola, senza punti morti o sequenze particolarmente noiose.

Un film con un finale amaro, triste e, purtroppo, veritiero quello di L’ora legale, ma che, senza di esso, sarebbe stato meno incisivo. Ficarra e Picone hanno avuto coraggio nell’ideare una pellicola del genere non lasciando spazio ad equivoci e col pretesto di etichettare il film come una commedia hanno potuto catturare più pubblico per poter dire la propria opinione su un argomento ostico e che spesso non si ha voglia nemmeno di ascoltare.