VOTO 7,5

A tre anni di distanza dal suo primo film Smetto quando voglio, Sidney Sibilia ritorna sul grande schermo con il sequel Smetto quando voglio – Masterclass (trailer) in cui ripropone la stessa comicità che caratterizzava il precedente capitolo ed al quale è molto collegato a livello di narrazione. Il goffo gruppo di ricercatori universitari si ritrova ancora una volta riunito per fermare il traffico di nuove e pericolose smart drugs, questa volta affiancati dalla polizia.

Le innovazioni portate da questo nuovo capitolo iniziano con il ribaltamento della trama. I protagonisti non sono più criminali ma complici dei poliziotti. Inoltre vengono inseriti nella banda di ricercatori tre nuovi membri, i cosiddetti “cervelli in fuga” interpretati da Marco Bonini, Giampaolo Morelli e Rosario Lisma, che affiancano i soliti Edoardo Leo, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia e Valerio Aprea che ancora una volta si sono confermati ottimi comici. Un po’ sotto tono invece la new entry femminile Greta Scarano che interpreta l’ispettore di polizia Coletti. Ciò che continua a colpire e a divertire è la caratterizzazione dei vari protagonisti e la loro spontanea comicità. Si imbattono infatti in situazioni pericolose che affrontano però con l’ingenuità e la spensieratezza di chi non è capace, utilizzando esclamazioni che mal si accostano al loro titolo di studio. Ecco quindi che lo spettatore ride con loro perché riesce ad immedesimarsi nelle grottesche reazioni dei personaggi. Non sono supereroi e non sono supercriminali; sono semplicemente gente comune dotata di deduzione logica e intelligenza.

Ma la prima cosa che realmente colpisce è la fotografia, ripresa allo stesso modo del primo film. I colori sono saturi e tendenti a tonalità irreali con lo scopo di trasmettere quella sensazione di psichedelia e confusione che provoca la droga. L’intero film diventa quindi un enorme trip mentale e fisico in cui i sani sono i più sballati ed è interessante anche l’escamotage visivo che viene scelto per rappresentare gli effetti dell’uso di sostanze stupefacenti.

Dal punto di vista registico, Sibilia utilizza spesso piani sequenza abbastanza statici ma che danno la possibilità agli attori di dimostrare il loro talento. Lunghi dialoghi vengono infatti ripresi con altrettante lunghe inquadrature e intervallate da lenti movimenti di macchina. Si passa poi ad ampie panoramiche aeree sulla città per poi precipitarsi sulle ruote di un’auto in velocità. Il film infatti non è solo commedia bensì anche pura azione messa in scena tramite frenetici inseguimenti e assalti in corsa.

Importanti sono anche i messaggi che Smetto quando voglio – Masterclass vuole trasmettere. Ci sono riferimenti alla disoccupazione, all’inutilità nella società attuale di possedere un titolo di studio, alle responsabilità di un genitore, ai rapporti interpersonali, alle condizioni dei detenuti in carcere, ma soprattutto all’amicizia che lega tutti i personaggi nonostante le incomprensioni. Le battute convergono tutte su questi temi e lo spettatore si ritrova quindi a ridere ma anche a riflettere amaramente. Tuttavia la prima parte della pellicola risulta un po’ troppo semplice e ripetitiva ma dalla seconda metà comincia ad ingranare la marcia e sia l’azione che la comicità prendono il volo con un ritmo sempre più serrato fino a raggiungere un finale aperto che verrà sviluppato nel prossimo sequel.