VOTO 8

Se non fosse un musical, La La Land (trailer) sarebbe l’ennesimo altro film drammatico d’amore. Damien Chazelle, regista e sceneggiatore della pellicola, riesce così a raccontare in modo diverso la solita storia di due ragazzi, Sebastian e Mia, che si innamorano casualmente ma che dovranno imbattersi sulle difficoltà delle loro diverse e contrastanti ambizioni di successo.

Il film colpisce principalmente per tutto il reparto tecnico. Chazelle utilizza complessi piani sequenza in cui insegue i suoi personaggi in articolate coreografie di balli e canti immersi in mezzo a variopinte scenografie e ambientazioni che rimandano ad epoche passate, nonostante la storia si svolga nel presente. Già dai primi minuti ci si può subito rendere conto del lavoro certosino che è stato messo in ogni piccolo particolare. Dai piani sequenza si passa alternativamente a rapide panoramiche che inquadrano di volta in volta i diversi attori che cantano.

Niente è lasciato al caso, come anche la scelta del cast. Emma Stone (impeccabile in film come Birdman di Alejandro Gonzàlez Inàrritu) e Ryan Gosling (memorabile in Drive di Nicolas Winding Refn), che interpretano i due protagonisti, funzionano come coppia sia perché sono belli, sia perché sono degli ottimi performer. Recitano, ballano, cantano e suonano con naturalezza e si elevano a qualcosa di più del semplice interprete. La credibilità della storia, per quanto il fattore musical renda il tutto surreale, si regge soltanto per la loro presenza.

Parte fondamentale sono anche le musiche che riescono a rimanere impresse nella mente anche dopo giorni dalla visione del film. Tuttavia, per essere un musical, ci sono poche parti cantate. Si da infatti molto spazio alla recitazione e allo svolgersi degli eventi e il film riesce così a funzionare grazie proprio alla storia raccontata in cui chiunque riesce a vederci qualcosa di suo, qualcosa che ha vissuto o che sta vivendo, entrando così mentalmente nella narrazione.

Ma La La Land non racconta solo una storia d’amore. Si fa riferimento a temi come il successo, visto dal punto di vista personale nelle piccole cose ma anche dal punto di vista collettivo, si parla di fiducia in sé stessi, delle proprie capacità, della costanza nell’inseguire le proprie passioni e nel non arrendersi anche dopo l’ennesimo ostacolo. È un film a tratti positivo che guarda col sorriso alla vita (lo stesso sorriso di Sebastian) e a tratti amaro e malinconico (lo sguardo di Mia) e che punta alla maturazione dell’essere umano prima come individuo e poi come parte di una società. Ma è un film anche che si interroga sulle scelte che quotidianamente la gente prende, sulle relative conseguenze e responsabilità e sul fantasticare con il “cosa sarebbe successo se…?”.

In tutto questo spicca il tema sempre caro del regista, il Jazz (basti pensare al suo precedente film Whiplash), che viene visto come qualcosa di mistico in via di estinzione e che deve essere salvaguardato. Solo la musica (ma anche il cinema) può portare sollievo e appagamento in un mondo di delusioni e drammi. Solo con l’arte, quindi, si può riuscire ad accettarsi e a superare gli ostacoli. Chazelle ama la musica e ama l’arte: il cinema.